TOC TOC

 

 

TOC TOC di Laurent Baffie 
Presentazione e note di regia (prima di inizio prove)

Nell’anticamera di un luminare della neuropsichiatria (il dottor Stern) arrivano, uno dopo l’altro, sei pazienti in attesa di essere visitati: ognuno di essi è affetto da TOC (acronimo francese di trouble obsessionnel compulsif, ovvero disturbo ossessivo compulsivo). Accomunati dalla certezza che la visita del luminare - che sarà una ed unica - rappresenti per ognuno l’ultima speranza di guarigione dai vari e diversi TOC, in uno crescendo caratterizzato da spasmodica attesa (l’arrivo del dott. Stern è sempre annunciato da una solerte segretaria però al tempo stesso rimandato) ma anche da situazioni comiche e gags esilaranti, i pazienti improvvisano una partita a Monopoli che si rivelerà luogo ideale in cui cimentarsi e risolvere, seppure in minima parte, i propri problemi unitamente alla consapevolezza che ciò sia possibile grazie all’aiuto reciproco e alla solidarietà vicendevole. A corollario dell’intera storia non mancherà neppure un finale a sorpresa. Nel mettere fedelmente in scena questa divertentissima commedia scritta nel 2005 da Laurent Baffie (Montreuil, Francia, 1958) desidererei evidenziare, oltre alla comicità che si sprigiona ad ogni battuta e al ritmo notevole che sostiene tutto l’impianto, anche altri aspetti che, secondo il mio punto di vista, rendono il testo più significativo ed offrono al pubblico, tra una risata e l’altra, alcuni spunti di riflessione. Primo fra tutti l’affiatamento, la complicità, l’aiuto reciproco che, tramite il gioco, caratterizzano il comportamento dei pazienti, cui fa seguito la convinzione che non si guarisce da soli e, da ultimo, che la presenza dello psichiatra sia meno importante dell’esperienza maturata insieme. Cercherò inoltre di rimarcare la possibile nascita di una delicata storia d’amore - appena accennata - tra i due personaggi dall’animo più semplice (Igi e Lili). Per una commedia di questo genere, in cui predomina la coralità ed in cui tutti i personaggi (con la sola eccezione della segretaria) sono sempre in scena, risulterà essenziale il lavoro di gruppo e l’affiatamento tra i vari attori, molti dei quali, significativamente, hanno già lavorato insieme. La recitazione dovrà presentare caratteri di uniformità pur assecondando le diverse tipologie dei personaggi i quali, anche se un poco stralunati e surreali, dovranno risultare assolutamente credibili in modo che per gli spettatori sia facile immedesimarsi in essi (chi, anche solo sporadicamente, non ha sperimentato almeno un TOC?), non potendo, al tempo stesso, trattenere la risata (liberatoria?) per le situazioni in cui i protagonisti si verranno a trovare.
Per gli stessi motivi anche la scenografia sarà realistica ma presenterà alcuni richiami al surrealismo (quindi alla realtà assoluta) come i quadri realizzati appositamente dal pittore Sandro Marchetti. Le musiche originali di Franco Fasano, eseguite alla fisarmonica da Massimo Tagliata, restituiranno l’atmosfera francese - anche se il nostro allestimento sarà “italiano” - a questa commedia che ha conseguito un grandissimo successo, oltre che nel Paese d’origine (tre anni ininterrotti in cartellone a Parigi, con l’assegnazione di un premio Molière), in Spagna, Belgio, Portogallo e in America Latina.  (Silvio Eiraldi)

 

 

Miriam Mesturino è Bianca

Simonetta Guarino è Maria

Alessandro Marrapodi è Primo

Giorgio Caprile è Freddy

Fiona Dovo è Lilì 

Manuel Signorelli è Igi 

Valentina Gabriele 

è l'Assistente del dottor Stern

Silvio Eiraldi è il regista

Franco Fasano ha scritto 

le musiche originali